Omeopatia Fitoterapia
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Domande Frequenti


FAQ Omeopatia/Fitoterapia

In quanto tempo una persona guarisce con la terapia omeopatica?

Cambia in relazione al trattamento per una malattia acuta (che guarisce in breve tempo) o per una malattia cronica (che richiede più tempo). Comunque la guarigione è condizionata dallo stato di salute generale, passato e presente, ossia se uno è di “sana e robusta costituzione” avrà una capacità reattiva ( energia), che gli permetterà di guarire prima rispetto a un’ altra persona di costituzione più debole. Altri fattori che incidono sulla possibilità e rapidità di guarigione sono la motivazione (consapevolezza + volontà) per ottenere la salute. Anche situazioni familiari e sociali più o meno favorevoli influenzano l’ottenimento e il mantenimento di uno stato di salute. Nella vera guarigione il nostro “star bene” è sia fisico che emotivo e mentale. Non è possibile pensare di guarire (che non si tratta di sopprimere un singolo disturbo o un dolore) in poche settimane o mesi quando il “quadro morboso” in cui ci troviamo è stato frutto di anni o decenni di sofferenza e alterazione dello stato di salute. Peraltro il processo di guarigione viene subito innescato dalla terapia omeopatica, ma il risultato finale può richiedere diversi mesi o anni.

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FAQ Omeopatia/Fitoterapia

Che cosa significa curare la Persona e non la malattia?
L’obiettivo della terapia omeopatica non è curare un disturbo, un sintomo o una malattia, ma la Persona malata, il Paziente. Se si punta l’attenzione esclusivamente su una malattia, o una delle diverse malattie di cui soffre un Paziente, possiamo ottenere la sua scomparsa, ma potremo notare che la condizione globale di quell’Individuo non è concretamente e completamente migliorata, cioè non si sente meglio e vive meglio. Il Rimedio omeopatico non ha l’obiettivo di far scomparire uno o più sintomi (non sentire più il bruciore di stomaco, non avere più il dolore alla schiena, sentirsi meno stanchi, ecc.) senza valutare che cosa accade nel resto dell’ Individuo, sia negli altri organi e apparati sia a livello psicoemozionale e mentale. Il Rimedio omeopatico non va direttamente a sfiammare un tessuto, a uccidere dei germi a decontratturare la muscolatura, ecc. ma va a riattivare una reazione dinamica dell’organismo (Forza Vitale: leggi § 9 dell’Organon). Sarà quindi l’organismo, con i suoi mezzi a uccidere germi, sfiammare tessuti, decontratturare muscoli, equilibrare reazioni emotive e comportamentali. In effetti il risultato sarà anche quello di non soffrire più di gastrite o di mal di schiena, o di nervosismo, perché il nostro sistema immunitario, endocrino, metabolico, psichico ha reagito al Rimedio e riportato equilibrio nel sistema. Cioè si è ottenuto un benessere completo, per esempio non avrò più la gastrite, e sarò anche meno nervoso, più tollerante e comprensivo con me stesso e con gli altri.
“La mentalità moderna tende a considerare l’atto medico come un bene di consumo e i pazienti spesso sono portati a voler vedere subito il risultato, come se esso dipendesse da una pillola o da un granulo. Ma in Omeopatia il risultato non dipende solo dall’efficacia intrinseca del medicinale, dipende soprattutto dalla mobilitazione della Forza Vitale del paziente, che deve partecipare attivamente al processo di ri-orientamento della Forza Vitale stessa” (Prof.P.Bellavite – Biodinamica – Ed. Tecniche Nuove)
Bisogna tenere presente che “chi è malato e deve recuperare la salute, è l’uomo, e non solo il suo corpo né i suoi organi e tessuti; quest’ultimi non possono ammalarsi se, prima, non si è guastato qualcosa che li ha fatti ammalare. Le modifiche (i danni) su organi e tessuti sono l’effetto della malattia, non sono la malattia”. (J.T.Kent – Lezioni di Omeopatia- Edium).

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Come fa il Medico a scegliere il Rimedio giusto per me?
Visto che si cura una Persona e non una malattia è necessario instaurare un rapporto Medico/Paziente più profondo, intenso, di differente qualità rispetto all’usuale visita medica. Possono essere necessarie alcune visite per conoscere a fondo il Paziente in tutti i suoi disturbi, come questi sono insorti e cambiati nel tempo, capire i suoi sentimenti, i suoi traumi emotivi, il suo temperamento, e di conseguenza scoprire quale è il suo Rimedio, quale giusta “chiave”(=Rimedio) per quella serratura (=Persona). Questo richiede conoscere la Medicina per porre una diagnosi classica, conoscere la terapia secondo la Medicina Ufficiale, ma in più conoscere bene la Persona sofferente e conoscere bene i Rimedi Omeopatici.

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Da dove provengono i Rimedi Omeopatici?
Le sostanze di base che daranno origine al Rimedio Omeopatico, provengono dal regno vegetale, minerale e animale. I principi attivi utilizzati così come le modalità di produzione sono descritti in modo dettagliato nelle Farmacopee Omeopatiche di numerosi paesi (Francia, Germania, USA, Gran Bretagna, ecc.).
Mentre per la Fitoterapia le sostanze farmacologicamente attive provengono esclusivamente dal mondo vegetale.

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Come vengono preparati i Rimedi Omeopatici?
Il prodotto di partenza (ceppo omeopatico) subisce una macerazione e filtrazione ( per i prodotti minerali insolubili si procede a una triturazione), prima di venire diluito con operazioni successive in un veicolo liquido (acqua e alcool) o solido (lattosio e saccarosio) in rapporto 1:100 (diluizione centesimale) o di 1:10 (diluizione decimale). Tra una diluizione e l’altra si effettua una succussione (agitazione) del flacone con 100 colpi, ottenendo così la prima diluizione centesimale o 1 CH (C sta per centesimale, H sta per Hahnemanniana, da Hahnemann il fondatore dell’Omeopatia). Per ottenere la seconda diluizione centesimale o 2 CH si preleva una parte in volume di questa prima diluizione e la si versa in un secondo flacone che contiene 99 parti del veicolo. Si agita di nuovo per 100 volte e la diluizione così ottenuta è la seconda diluizione centesimale Hahnemanniana o 2 CH. Si continua ad operare allo stesso modo fino a ottenere la diluizione voluta. Per ottenere le diluizioni secondo la scala decimale si procede in modo analogo, in rapporto 1: 10. La Farmacopea francese prevede diluizioni 1:100, mentre quella tedesca 1:10. La preoccupazione di Hahnemann di adoperare rimedi il più possibile attivi e di ridurre l’incidenza degli effetti indesiderati lo portò a diluire i prodotti ma per non perdere le proprietà terapeutiche intuì il procedimento della succussione, chiamato in omeopatia “dinamizzazione”. In effetti la biofisica dimostra che un prodotto semplicemente diluito non è efficace, mentre col processo di dinamizzazione acquista energia terapeutica sempre maggiore.

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Come si presenta il medicinale omeopatico finito?
Si prenta in tubetti contenenti diversi granuli bianchi di lattosio e/o saccarosio che sono stati impregnati del Rimedio specifico riportato in etichetta con il nome latino. Per esempio Apis mellifica 30 CH è il prodotto di origine animale ottenuto dall’ape, che ha subito un procedimento di diluizione e dinamizzazione sopra descritto per 30 volte, oppure Thuja occidentalis, se si tratta del prodotto ottenuto da questa pianta appartenente alle conifere, oppure Ferrum metallicum se il prodotto è ottenuto dal minerale Ferro. Il medicinale omeopatico può presentarsi anche in tubetti più piccoli contenenti dei globuli (granuli più piccoli), confezione che viene utilizzata in genere come dose unica. Meno frequentemente il prodotto omeopatico si presenta in compresse da sciogliere in bocca o in forma liquida da assumere in gocce.

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Come vengono studiati i Rimedi Omeopatici per riconoscerli come efficaci sulla persona da guarire?
Il medico Omeopata, durante la sua formazione, studia anche la cosidetta Materia Medica, che è la raccolta delle patogenesi dei medicinali omeopatici.
La patogenesi di una sostanza è l’insieme dei sintomi che questa produce in un individuo sano.
I sintomi sono il “mutamento nel modo di sentire o di agire” di un individuo sano sul piano locale, generale, funzionale e di comportamento, in seguito all’azione di sostanze farmacologicamente attive.
I sintomi patogenetici sono frutto di una sperimentazione della singola sostanza in diluizione omeopatica somministrata a volontari sani (proving), secondo un preciso modello sperimentale, per raccogliere sintomi e modalità caratteristici del Rimedio in esame (cioè provocati dall’assunzione dello sperimentatore di quel Rimedio), che saranno evidenziati in biotipi sensibili (particolare persona suscettibile). In questo caso vengono raccolti prevalentemente disturbi funzionali e sensoriali, talora variazioni comportamentali. La sperimentazione si conclude prima di provocare sintomi organico-lesionali.
In diverse M.M. sono raccolti anche i sintomi tossicologici relativi alla sostanza (segni e sintomi di avvelenamento), che per la maggior parte sono costituiti da manifestazioni lesionali acute o croniche, ma non mancano anche disturbi funzionali.
Alcune M.M. raccolgono anche i dati dell’osservazione clinica, ossia i sintomi, più o meno modalizzati, che sono stati guariti, in più pazienti, durante la terapia con un certo rimedio e che erano descritti precedentemente nella patogenesi di questa sostanza .
La metodologia omeopatica consiste nel far coincidere i due quadri sintomatici: quello della patogenesi (= sintomi dei proving, più sintomi tossicologici, più sperimentazione clinica) e quello clinico manifestato dal paziente, al fine di determinare il rimedio specifico.
Quali malattie può curare l’Omeopatia?
Poiché è la Persona che guarisce e non solo la Malattia che sparisce, teoricamente l’Omeopatia può curare (= prendersi cura) e/o guarire (= liberare da) qualsiasi malattia purchè la Persona si trovi nelle condizioni reattive/energetiche sufficienti per dare seguito all’azione del Rimedio. Si intuisce anche che la salute è un concetto relativo, nel senso che sarà possibile per ciascun Individuo ottenere un certo risultato, ossia il massimo possibile di salute per quel tale individuo, con tutti i condizionamenti negativi e positivi (tipo e grado di danno raggiunto da una malattia per esempio, sostegno psichico familiare e sociale, livello di salute geneticamente ereditato, ecc.).
Pertanto qualcuno potrà ottenere una guarigione completa, e non avrà bisogno di altre terapie, qualcun altro dovrà restare in cura (solo con l’Omeopatia o abbinando diverse terapie) per ottenere e mantenere risultati parziali, ma che per Lui saranno comunque il massimo livello di salute possibile.

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Da che cosa posso capire se il Medico Omeopata è preparato e sta praticando la vera Omeopatia?
Sono tanti gli aspetti che si possono valutare, anche se tutto è relativo visto che già di per sé una Persona è molto complessa, figuriamoci nell’interagire con un’altra Persona… Però qualche criterio c’è: conoscere quale tipo di Scuola o Studi ha effettuato il Medico Omeopata, quanti anni di esperienza ha, quanto tempo dedica alla visita medica, se non ha fretta di ottenere risultati sui singoli sintomi, se mi aiuta a capire il diverso significato di malattia e quindi il diverso approccio dell’Omeopatia alla salute, se mi spiega le aspettative (prognosi) che posso avere con la terapia omeopatica, se mi fornisce materiale per rendermi partecipe e consapevole del metodo omeopatico, se risponde alle mie perplessitè o richiesta di chiarimenti, ecc.

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Quali sono i PRINCIPI fondamentali della Medicina Omeopatica?

  • la “legge dei simili”;
  • la sperimentazione farmacologica;
  • il principio di individualità del medicamento e del singolo malato;
  • la preparazione dei medicamenti omeopatici (= Rimedi) mediante diluizione e dinamizzazione (una sostanza diluita ma non dinamizzata non è un Rimedio Omeopatico).

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Che cosa dice la “legge di Similitudine”?
Hahnemann conferma l’ipotesi di Ippocrate che affermava che “le sostanze medicamentose possono guarire sintomi simili a quelli che possono produrre”. Hahnemann dopo osservazioni e sperimentazioni verificò che una sostanza in piccole dosi (ottenute con la diluizione e la dinamizzazione della sostanza) curava nell’Individuo malato quei sintomi che era in grado di provocare quando somministrata a un soggetto sano.
Il Prof Bellavite spiega in questi termini: “La similitudine, basata sulla dettagliata osservazione dei sintomi espressi dal malato, consente in qualche modo di superare l’ignoranza dei meccanismi cellulari e molecolari, andando a trovare un rimedio (il medicinale omeopatico) capace comunque di indirizzare i processi omeodinamici verso la loro meta più naturale, la guarigione appunto. Il “simile” omeopatico è quel medicinale che simula la malattia, perché nel soggetto sano esso induce dei sintomi simili alla malattia naturale, in altre parole, provoca una malattia artificiale. Non che il medicinale omeopatico provoca le malattie nel senso convenzionale del termine, vale a dire non fa venire ai soggetti sani sperimentatori l’infarto, la polmonite, la gastrite e via dicendo. La questione è ben diversa: il medicinale omeopatico rappresenta una fine perturbazione dei sistemi fisiologici e causa sintomi che sono espressione della mobilitazione dei sistemi stessi. Chiaramente se una sostanza farmacologicamente attiva, come sono tutti i veleni, viene somministrata in alte dosi, ecco che causa anche delle modificazioni organiche e chimiche evidenti., macroscopiche, misurabili. Se invece essa è somministrata in piccolissime dosi, come è il caso dell’omeopatia, la sostanza stessa causa modifiche dei sistemi omeodinamici più fini e nei soggetti più sensibili ”.
[La capacità di adattamento dell’organismo costituisce la cosidetta “omeodinamica” (in termini scientifici), ciò che equivale alla “Forza Vitale” in termini omeopatici].

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Come avviene la sperimentazione del farmaco omeopatico?
La sperimentazione farmacologica omeopatica, chiamata “proving” si basa sull’uso di sostanze in diluizioni omeopatiche somministrate a volontari sani, secondo un preciso modello sperimentale, per raccogliere sintomi e modalità caratteristici che insorgono nell’individuo sperimentatore in reazione alla sostanza in esame che ha assunto.

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Che differenza c’è tra l’Omeopatia e l’Omotossicologia?
Secondo l’Omotossicologia le malattie sono espressione della lotta dell’organismo contro tossine per renderle innocue e poi espellerle. L’organismo può vincere o anche perdere questa battaglia, in ogni caso quei processi che noi chiamiamo malattia non sono altro che utili funzioni biologiche, tendenti alla difesa contro i veleni, finalizzate cioè alla disintossicazione naturale.
L’obiettivo della terapia omotossicologica è quello di far regredire l’evoluzione della malattia (=intossicazione) stimolando la capacità reattiva (sistema immunitario innanzitutto) dell’individuo, con un trattamento a base di prodotti omeopatici complessi , contenenti diversi Rimedi omeopatici in bassa diluizione e a diversa diluizione (D4, D8, D12, ecc. nello stesso prodotto). Anche l’ Omotossicologia vede la malattia in un ambito dinamico come parte integrante e indissolubile della storia patologica (patobiografia) del paziente e l’obiettivo è quello del riequilibrio delle capacità reattive del soggetto. Mentre l’ Omeopatia enfatizza l’importanza dei sintomi psicoemozionali, mentali e costituzionali del paziente e ricerca il Rimedio unico adatto a lui adatto, l’ Omotossicologia pone più attenzione al quadro clinico e sintomatologico. Le due metodiche possono conciliarsi e completarsi, ma ogn Persona è un caso a sé…

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Che differenza c’è tra l’ Omeopatia e la Fitoterapia?
La fitoterapia (Phyton = pianta, tessuto vegetale) cura le malattie con le piante medicinali. Le sostanze agiscono per la presenza di principi chimici dotati di proprietà farmacologiche, ossia capaci di interferire su processi biologici con finalità terapeutiche. Queste sostanze naturali, di origine vegetale, hanno un’azione sintomatica (azione diretta sul disturbo) come i farmaci della Medicina Ufficiale e vengono prescritte secondo il metodo clinico della Medicina Ufficiale: diagnosi della malattia → scelta della sostanza terapeutica adeguata.
I medicinali fitoterapici sono spesso preferiti perché hanno meno effetti collaterali rispetto ai farmaci di sintesi, si prestano molto bene per una funzione preventiva oltre che curativa, ma non sono così mirati sulla persona nella sua totalità (corpo e psiche) come avviene per la Medicina Omeopatica.

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Perché si pagano le prestazioni relative alla Medicina Omeopatica e i Rimedi Omeopatici?
Nonostante l’invito dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità e della Commissione Europea a integrare nel Sistema Sanitario Nazionale le varie forme di Medicina, l’Omeopatia non è ancora stata riconosciuta in Italia. Non possiamo nascondere che lobby di potere non gradiscono l’integrazione nel Sistema Sanitario Nazionale di “altre Medicine”.
Peraltro diversi farmaci mutuabili (anche molto cari) ricadono indirettamente sulle tasche del cittadino, molti altri farmaci non sono mutuabili, e inoltre la possibilità di avere una diagnosi e una cura adeguata, soprattutto se in tempi brevi, costringono spesso i cittadini a ricorrere a prestazioni private. Qualora venisse riconosciuta la Medicina Omeopatica e mutuata dallo Stato, anche parzialmente, come avviene in altre Nazioni, ci accorgeremmo che è più economica.
Al convegno “Medicine non Convenzionali e Complementari: un’opportunità per la salute” svoltosi a Firenze nel 2006 l’economista inglese Christopher Smallwood ha illustrato i vantaggi economici legati all’utilizzo dell Medicine Non Convenzionali (MNC) nel Sistema Sanitario della Gran Bretagna. Prese in esame alcune patologie verso le quali la Medicina Convenzionale non offre risultati soddisfacenti, nei centri presi in esame in Gran Bretagna, si è constatato che tramite le MNC tali patologie hanno avuto nell’85% dei casi una risoluzione. Le visite negli ambulatori dei medici generici si sono ridotte del 30% e vi è stato un risparmio di spesa per farmaci del 50% rispetto ai gruppi di riferimento trattati con farmaci convenzionali. Si è verificata anche una riduzione del 40% della spesa per esami diagnostici e riduzione del 40% di ricoveri ospedalieri.
I maggiori risultati si sono avuti in quei centri dove medici di medicina generale e specialisti in MNC lavoravano fianco a fianco nella stessa struttura. Quest’ ultimo dato ha evidenziato la necessità di avviare servizi di informazione rivolti ai medici di base sull’efficacia e la sicurezza delle MNC; di inserire lo studio delle MNC nei corsi universitari; di investire di più sulle MNC. L’ordine dei Medici Inglese e la prestigiosa rivista British Medical Journal hanno offerto la loro disponibilità a un’opera di sensibilizzazione della classe medica.

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Come assumere i medicamenti Omeopatici?
Il medicamento omeopatico va assunto per via sublinguale, trattenendo circa un minuto i granuli o le gocce sotto la lingua, lontano dai pasti: mezz’ora prima o almeno un’ora dopo, lontano da caffè, menta, sigarette.
E’ importante quante volte al giorno si deve assumere il medicamento piuttosto che la quantità che si assume in ogni singola volta: se dovete prendere 3 gocce o 3 granuli due volte al giorno non è la stessa cosa che prenderne sei tutti insieme.

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Come conservare correttamente i medicamenti Omeopatici?
Il medicamento omeopatico ben conservato e non ancora aperto in realtà non ha scadenza, anche se questa viene sempre indicata sulla confezione ed è utile attenervisi. La confezione va tenuta in un luogo chiuso, asciutto e fresco, lontano dalla portata dei bambini, come per tutte le medicine. Le medicine omeopatiche non hanno tossicità ma è opportuno assumerle solo se c’è necessità e attenendosi alla prescrizione del medico.
E’ importante tenere questi medicamenti lontano da campi elettromagnetici (cellulari, computer, televisione, forni a microonde, ecc.).

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Omeopatia e Omeoterapie
Dai tempi successivi alla nascita dell’Omeopatia, fino ai giorni nostri, sono comparsi molti altri tipi di metodiche terapeutiche che si avvalgono della prescrizione di medicinali prodotti alla maniera omeopatica, ma che hanno un loro sistema teorico e clinico particolare. Tali terapie hanno assunto nel tempo una più o meno definita identità.
Di queste metodiche terapeutiche, alcune esigono una peculiare e articolata formazione professionale, altre non la esigono.

  • La Medicina Omeopatica classica è quella metodologia clinico-terapeutica codificata da Samuel Hahnemann (1755-1843) che utilizza un medicinale omeopatico unitario (nella confezione è contenuto un’ unica sostanza indicata con il nome latino) prescritto specificamente per la persona malata. Richiede una formazione professionale specifica.
  • La Medicina Antroposofica è stata codificata da Rudolf Steiner (1861-1925) e utilizza medicinali omeopatici unitari e complessi, con una metodologia e una filosofia che richiede una formazione professionale specifica.
  • L’Omotossicologia ha un metodo clinico e prescrittivo formulato dal Dr.H.H.Reckeweg (1905-1985) che si basa soprattutto su medicinali complessi (cosidetto medicinali omotossicologici) ma anche unitari e richiede una formazione professionale specifica.
  • Il complessismo si basa sulla prescrizione di medicinali omeopatici complessi (contengono più o meno numerosi rimedi, anche a diluizioni diverse e in quantità diverse ) e vengono prescritti sulla sindrome clinico-sintomatologica senza essere personalizzati sul Paziente, non richiedendo una formazione professionale specifica.
  • L’Immunoterapia Omeopatica è una terapia di modulazione del Sistema Immunitario attraverso sostanze attive sullo stesso, derivate dagli studi della Medicina Ufficiale. Utilizza medicinali complessi e non richiede una formazione professionale specifica.
  • L’Organoterapia omeopatica utilizza medicamenti preparati da un estratto di tessuto cellulare o di organo (bovino o suino) ed è mirata a trattare l’organo specifico con un’azione di stimolo, inibizione o equilibrio delle relative funzioni.

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Perchè i Rimedi Omeopatici hanno nomi così strani?
Per denominare il medicinale omeopatico si usa il nome latino della sostanza, che sia esso un vegetale, un minerale, di origine animale o altra sostanza; per esempio Arnica montana identifica il rimedio preparato dal fiore dell'Arnica, Apis mellifica quello preparato dall'ape, Aurum metallicum quello preparato dall' oro, Kalium carbonicum quello preparato dal Carbonato di Potassio. Pertanto i Rimedi omeopatici non sono indicati con nomi di fantasia (come avviene per i farmaci convenzionali) e hanno lo stesso nome in tutto il mondo. Inoltre i medicinali omeopatici non sono brevettabili, cioè non esiste una casa farmaceutica che abbia l'esclusiva di produzione e commercializzazione perchè ha prodotto quella tal molecola nei suoi laboratori. La produzione di medicinali omeopatici è libera purchè chi li produce segua scrupolosamente le indicazioni della Farmacopea omeopatica e rispetti le norme di buona produzione.

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Come si fa a distinguere un medicinale omeopatico unitario da un cosidetto medicinale omeopatico complesso?
Il vero medicinale omeopatico unitario è in vendita con il suo vero nome: Aconitu napellus se è preparato dalla pianta erbacea dell'Aconito, Nux vomica se preparato dalla pianta Nux vomica, ecc. Altri prodotti sono in vendita con nomi commerciali di fantasia, spesso seguiti dal suffisso plex, o compositum, oppure sono identificati da sigle: R18, L52, HOMEOS 4, ecc.e questo ci fa capire che quel prodotto contiene più rimedi omeopatici e che non può essere un medicinale omeopatico unitario.

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Perchè ai medicinali omeopatici non è allegato un foglietto esplicativo come per i farmaci convenzionali?
Un medicinale omeopatico può essere prescritto per tante condizioni diverse sia fisiche che emotive e mentali perchè i principi base dell'Omeopatia sono quello di similitudine e dell'individualizzazione. Una sostanza è in grado di guarire in una particolare persona malata quell'insieme di sintomi che può provocare nello sperimentatore sano. Quindi lo stesso rimedio potrebbe essere utile in quella persona particolare per curare tantissimi sintomi. E' l'insieme del “quadro di malattia”, totalità dei sintomi, che mi identifica il rimedio specifico efficace per quella persona. Anche la dose o posologia non può essere indicata perchè deve essere stabilita dal medico a seconda del singolo paziente, e anche se trattasi di malattia acuta o cronica. Inoltre non possono essere riportati gli effetti collaterali perchè i medicinali omeopatici, saggiamente usati, non ne hanno.

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Ultimo aggiornamento: 18.12.2013